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Panucci a RaiNews24: L’Europa metta in campo un piano d’azione imponente e non convenzionale

27 marzo 2020 |


L’esito del vertice europeo di ieri dà un’immagine negativa dell’Europa perché sottovaluta l’impatto di uno shock simmetrico sull’economia Ue e, in un momento drammatico, non fornisce le risposte adeguate ai cittadini che chiedono protezione. 


Così il Direttore Generale Marcella Panucci in un’intervista a RaiNews24.  


L'augurio è che le conclusioni del Consiglio europeo approvate ieri, che danno ben 14 giorni di tempo per trovare una soluzione, portino tutti a meditare sull’effetto di un mancato accordo. è importante reagire in modo coerente con la situazione drammatica in cui ci troviamo, mettendo in campo un piano d’azione forte e non convenzionale. Nessun paese è in grado di farcela da solo, per questo è fondamentale che l’Europa agisca in maniera compatta e coordinata. 

Solo in Italia, l’Istat parla del 56% di imprese chiuse, a cui dobbiamo aggiungere quelle che hanno fortemente rallentato la produzione o che hanno chiuso volontariamente, quindi non incluse nell’elenco dei codici Ateco definito dal Mise. Questi numeri ci dicono che avremo delle perdite nell’ordine di 100 mld al mese e noi abbiamo stimato in maniera prudente un impatto sul Pil pari -6% nel 2020, se il 90% delle produzioni riprendono a fine maggio. Altrimenti sarà anche peggio.

Oggi il termine del lockdown è al 3 aprile, ma per quella data non possiamo sapere quale sarà la situazione in termini di diffusione dell’epidemia. Se fosse necessario prorogare il blocco, le conseguenze non sarebbero facilmente reversibili perché, fermando la capacità produttiva italiana, il rischio è di perderla definitivamente. Occorre quindi intervenire a sostegno delle imprese e dei lavoratori con misure urgenti e importanti anche in termini di risorse. 

Non sappiamo dire quale debba essere l’entità dell’intervento perché prima dobbiamo definire le misure di cui c’è bisogno e, solo dopo, quantificarle. Per farlo dobbiamo lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Non è il momento di fare i conti con la finanza pubblica, come noi stessi abbiamo sempre fatto, peraltro. 

Vanno previste prima di tutto azioni molto forti a sostegno della liquidità delle imprese. Quindi bene la cassa integrazione, anche se va semplificata e anticipata dall’Inps. Bene le sospensioni fiscali - anche se troppo limitate - ma vanno estese a tutte le imprese che stanno subendo il lockdown e per tutta la durata dell’emergenza. Ma soprattutto ci vogliono interventi sul credito, con un grande fondo di garanzia che consenta alle imprese l’accesso ai finanziamenti, da restituire in 30 anni. Si tratta di un vero e proprio prestito di guerra diluito su un arco temporale molto lungo. 

I lavoratori e gli imprenditori stanno facendo qualcosa di straordinario. Li ringraziamo perché consentono a noi cittadini di avere accesso ai beni e ai servizi essenziali.


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